Che cos’è l’ecocardiogramma transtoracico
L’ecocardiografia transtoracica è una metodica di
indagine diagnostica per immagini che utilizza gli ultrasuoni, ovvero la
trasmissione di onde ultrasonore a frequenze elevate (2-10 MHz), non udibili
dall’orecchio umano, a partenza da un trasduttore posizionato dall’operatore
sul torace del paziente. Le onde ultrasonore vengono riflesse dalle strutture
cardiache e ri-captate dal trasduttore e quindi elaborate dall’apparecchiatura
ecocardiografica, che crea immagini bi-dimensionali in movimento in tempo
reale di sezioni del cuore scelte dall’operatore. La tecnica Doppler invece
analizza con gli ultrasuoni il movimento del sangue all’interno delle
cavità cardiache e dei vasi che vi giungono e se ne dipartono. L’ecocardiogramma
è costituito da diverse parti: l’esame bidimensionale, l’esame
monodimensionale, l’esame color Doppler, e gli esami Doppler ad onda
continua, pulsata e tessutale,: l’insieme delle informazioni ottenute
costituisce l’esame ecocardiografico completo, che quindi fornisce
informazioni di tipo anatomico, funzionale ed emodinamico della complessa
struttura che è il cuore.
In situazioni particolari, quando indicato e previa specifica
programmazione, l’ecocardiogramma può essere completato:
- Dall’ecocardiogramma tridimensionale. In questo caso, il cuore
viene rappresentato virtualmente in 3 dimensioni. Il guadagno in termini
di rappresentazione spaziale avviene però a spese di una minore capacità
di rappresentare alcune strutture cardiache (quelle più piccole e più
sottili).
- Dall’eco-contrastografia. Nel corso dell’esame viene
praticata l’infusione, previa puntura di una vena periferica (del
braccio), di una soluzione salina o emagel per visualizzare piccoli
difetti congeniti intracardiaci (come il foramen ovale pervio ed il
ritorno venoso anomalo).
L’ecocardiografia rappresenta, insieme all’elettrocardiogramma,
la metodica di base per studiare qualunque tipo di malattia cardiaca.
L’esame ecocardiografico transtoracico viene eseguito da un medico
cardiologo o da un tecnico di ecocardiografia supervisionato da un medico
cardiologo.
Questo tipo di tecnologia non è invasiva e non causa alcun tipo di danno
ai tessuti (a differenza delle radiazioni utilizzate in radiologia), è
eseguibile in tempi brevi e con relativa facilità in mani esperte, e quindi
è ampiamente ripetibile, entro i limiti dell’appropriatezza di prescrizione
(stabiliti dalla Società Italiana di Ecografia
Cardiovascolare): infatti, non è opportuno eseguire l’esame senza una
specifica indicazione posta dal proprio medico curante o specialista. E’
molto importante che i risultati sia quantitativi (le Misurazioni) che
qualitativi di questo esame, riportati nel referto (nel Commento e nelle
Conclusioni), siano interpretati per il paziente da parte del medico che ha
richiesto l’esame, anche alla luce della situazione clinica e dei disturbi
lamentati dal paziente. Infine, l’esame ecocardiografico è una tecnica
diagnostica per immagini in movimento, e quindi le eventuali immagini
fotografiche allegate sono solo indicative di alcuni aspetti dell’esame.
E' buona abitudine che il referto dell’esame venga compilato dal medico
responsabile alla conclusione dell’esame e quindi consegnato immediatamente
al paziente.
Esecuzione dell’esame
Non sono necessari precauzioni (per esempio per la presenza
di gravidanza o pace-makers) od una specifica preparazione per eseguire questo
esame. Il paziente deve solo spogliarsi nella parte superiore del corpo (il
torace), e coricarsi sul fianco sinistro su un lettino coperto da un lenzuolo
di carta mono-uso. Quando l'organizzazione del laboratorio lo prevede, un
infermiere addestrato provvede ad istruire ed aiutare il paziente in questa
fase, ed a raccogliere i dati anagrafici e relativi al proprio peso ed altezza
(necessari per normalizzare le misurazioni effettuate). Verranno anche
richiesti: 1) l’indicazione all’esame (il motivo per il quale il medico
curante richiede l’ecocardiogramma), 2) un eventuale esame precedente
(specie se seguito presso un’altra struttura); 3) alcune notizie della
storia cardiologia pregressa, specialmente se il paziente è sprovvisto di
documentazione medica.
Vengono successivamente posizionati 3 elettrodi sul torace per ottenere una
traccia elettrocardiografica (ECG) nel corso dell’esame (per monitorare il
battito cardiaco). Eventualmente, viene appoggiato sul corpo un telino per
evitare il contatto con il medico che, generalmente posto alla destra del
paziente, estende il suo braccio destro sul torace del paziente per
posizionare e muovere la sonda che emette e riceve gli ultrasuoni. Alcuni
medici preferiscono eseguire l’esame ponendosi alla sinistra del paziente.
Nel corso dell’esame Doppler è possibile ascoltare dei rumori prodotti
dall’apparecchiatura che rappresentano le velocità del sangue all’interno
delle strutture cardiache, e che sono prodotti anche in situazioni di
normalità. E’ consigliabile non parlare e respirare il più tranquillamente
possibile nel corso dell’esame, perché il movimento dell’aria nei polmoni
(adiacenti al cuore) può attenuare il passaggio degli ultrasuoni, riducendo
la qualità delle immagini, e rendendone l’interpretazione più difficile.
L’esame ha una durata molto variabile in funzione della complessità
della patologia e della indicazione all’esame (ovvero il quesito posto dal
medico curante). Un esame di un cuore normale può richiedere anche solo 10’
di esecuzione (escludendo la preparazione e la compilazione del referto),
mentre una patologia complessa può richiedere anche 45’ di esecuzione oltre
a non meno di 10’ per la refertazione. E’quindi possibile che l’orario
programmato in fase di prenotazione dell’esame venga ritardato anche
sensibilmente in funzione della complessità dei problemi dei pazienti
precedenti.
Per l’esecuzione dell’ecocardiogramma transtoracico non
è richiesto che il paziente sottoscriva un consenso informato.
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Il dr Paolo Barbier svolge attività di diagnosi ecocardiografica presso:
Centro Cardiologico "Monzino", IRCCS.
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